MORATTI E I SUOI DODICI ALLENATORI
In nove anni solo una Coppa Uefa
Sono Passati 9 anni e 5 mesi da quel 18 febbraio 1995, data in cui Massimo
Moratti prese il posto di Ernesto Pellegrini alla presidenza della beneamata.
Da allora il massimo risultato ottenuto è stato la conquista della Coppa
Uefa, mentre in campionato non è mai andato oltre il 2° posto.
Su questa rubrica vi parlerò del rapporto difficile che ha avuto il
Presidente con gli allenatori.
Ben 12 volte la panchina nerazzurra è stata soggetta a ribaltoni, senza
però trarne alcun vantaggio.
Di seguito troverete, stagione per stagione, gli allenatori che si sono
susseguiti e alcune vicende accadute durante i campionati trascorsi.
Buona lettura.
1994/95 Ottavio Bianchi
Prima partita dell’ era Moratti. Inter-Brescia 1-0, gol di Nicolino
Berti.
Quando “il nostro” entra in scena la squadra è malconcia, undicesima
in classifica, a 18 punti dalla Juventus capolista.
Il Mr. Ottavio Bianchi è pronto a dimettersi dopo il cambio di vertice,
ma il Neo presidente Moratti lo invita a restare.
Con il Brescia l'Inter gioca meglio del solito e supera di misura le
rondinelle grazie al gol-partita di Nicola Berti. Poi, dopo due pareggi
(Fiorentina-Inter 2-2 e Inter-Juventus 0-0) la squadra da metà marzo
a metà aprile conquista cinque vittorie consecutive, tra cui uno splendido
derby, vinto 3-1 con le reti di Seno, Jonk e Berti.
L’euforia si placa la partita successiva, a Parma, perdendo 3-0 al Tardini
(prima sconfitta con Moratti Presidente).
La “primavera nerazzurra” induce Moratti a cambiare strategia. CoAn Bianchi
non c'è molto dialogo, anche perché il tecnico è per carattere chiuso
e scontroso, ma la squadra sembra con lui. Così Moratti lo conferma
alla guida dell' Inter anche per la stagione successiva.
L'Inter, intanto, chiude il campionato con un rocambolesco piazzamento
Uefa, grazie al gol di Marco Delvecchio a San Siro contro il Padova,
all'ultimo minuto dell'ultima giornata.
1995/96 Ottavio Bianchi esonerato dopo 4 partite
I Nerazzurri partono con grandi ambizioni vista l’onerosa campagna acquisti
fatta dal Presidente ma, in Coppa Uefa, viene eliminata al primo turno
dall’umile Lugano. Anche in campionato la partenza non è delle migliori.
Dopo la vittoria nella prima giornata contro il Vicenza con gol su punizione
del neo acquisto Roberto Carlos, la beneamata perde a Parma 2-1, non
va oltre lo 0-0 in casa con un umile Piacenza e viene sconfitta a Napoli
2-1.
Quest’ultima è la partita della svolta. Si decreta l’esonero del tecnico.
Il primo dell’era Moratti.
1995/96 Luis Suarez due partite, aspettando Hodgson
Il 1° ottobre comincia l’avventura (a termine) di Luis Suarez che condurrà
la squadra per 2 partite. Nella prima i ragazzi battono il Torino in
casa per 4-0 con reti di R.Carlos, Ganz(R.), Delvecchio ed ancora Ganz,
sempre su rigore. La seconda giornata non si va oltre un pareggio a
Bergamo per 1-1 con reti nel finale autorete di Herrera e pareggio dell’Atalanta
con Morfeo.
1995/96 Roy Hodgson fa tutta la stagione, chiude settimo
Arriva Roy Hodgson, l’allenatore inglese che Moratti è riuscito a strappare
alla nazionale Svizzera Acol merito di averla qualificata per gli europei
d’ Inghilterra.
Non si direbbe proprio una stagione esaltante, per aspettare la prima
vittoria di Hodgson (Inter-Udinese 2-1), è necessario passare per 3
pareggi consecutivi, tra cui anche l’1-1 nel derby.
La stagione è piena di alti e bassi, fino al periodo che va dall’11
febbraio al 10 marzo, nel quale inizia una serie di 5 vittorie consecutive
conclusa con la vittoria nel derby per 1-0 con gol di Branca.
Sembra che la squadra si sia finalmente sbloccata. L’illusione finisce
la giornata successiva. L’Inter viene sconfitta in casa, dalla Sampdoria.
Il campionato si trascina fino alla fine.
Per la cronaca c’è solo da ricordare un Inter-Padova 8-2.
L'Inter alla fine è settima, ed entra in Coppa Uefa solo grazie ai successi
della Fiorentina in Coppa Italia e della Juventus in Champions League.
1996/97 Roy Hodgson si dimette dopo 32 partite
Il mercato inizia con una nota stonata... Roberto Carlos viene ceduto
al Real Madrid dietro suggerimento del tecnico.
Rimane negli annali una battuta del tecnico che sostiene che Carlos
non sappia difendere (e negli annali rimane anche la risposta che l’anno
dopo a Madrid Capello da a questa affermazione: ”Bastava chiederglielo).
Moratti non fa niente per impedirlo.
La stagione in fondo non è da buttare via, con un terzo posto in campionato,
alle spalle di Juventus e Lazio, e con una finale di Coppa Uefa persa
ai rigori, proprio a San Siro, contro i tedeschi dello Schalke 04. Quella
stessa sera però Hodgson litiga platealmente con Zanetti appena sostituito
e si dimette: il suo rapporto con la squadra è in crisi da tempo.
Da riAcordare in questa stagione l’esaltante vittoria nel derby di ritorno
per 3-1 con gol di Djorkaeff, Zamorano e Ganz.
1996/97 Luciano Castellini fa le ultime due partite
Tocca a Castellini condurre la squadra fino al termine della stagione.
Esordisce a San Siro in Inter-Napoli 3-2 e chiude la stagione pareggiando
a Bologna 2-2.
1997/98 Gigi Simoni fa tutta la stagione, chiude secondo
Nell’estate un Moratti scatenato riesce a strappare dalle mani del Barcellona
Ronaldo per la cifra record, per quei tempi, di 48miliardi.
Oltre al cosiddetto Fenomeno arrivano altri 12 giocatori tra cui Recoba
(leggenda vuole che il figlio del Presidente l’abbia ammirato in una
videocassetta).
In precampionato l'Inter non esprime il bel gioco tanto desiderato dal
Presidente, tanto che la panchina del tecnico appare subito rovente.
All’esordio, a San Siro, Recoba “salva” Simoni dall'esonero, ribaltando
con una doppietta lo svantaggio contro il Brescia. Poi, sale in cattedra
Ronaldo, protagonista assoluto di una grandissima stagione. Il Brasiliano
segna 34 gol tra campionato e coppe.
Stagione magistrale anche per Diego Simeone, “gladiatore d'altri tempi”,
e Francesco Moriero che, grazie al suo anno di grazia, conquista la
Nazionale a suon di assist per Ronie e compagni.
Esaltante vittoria, per tre a zero, nel derby con doppietta di Simeone
e gol di Ronaldo.
La stagione, però, si macchia di una grande umiliazione subita in Coppa
Italia. La squadra di Simoni perde 5-0 nel derby.
La delusione più grande, però, arriva in un finale di campionato pieno
di veleni.
AIl 26 aprile '98 in Juventus-Inter 1-0, scontro diretto per lo scudetto,
l'arbitro Ceccarini non vede un macroscopico fallo da rigore di Iuliano
su Ronaldo.
L'Inter chiude il campionato seconda alle spalle della Juve di Lippi.
L'Inter si consola vincendo la terza Coppa Uefa della sua storia, dopo
una marcia trionfale.
La notte del 6 maggio '98, a Parigi, Zamorano, Zanetti e Ronaldo stendono
la Lazio, in finale, con un netto 3-0 e alzano al cielo la Coppa Uefa
che, ad oggi, resta l'unico trofeo della presidenza Moratti.
1998/99 Gigi Simoni esonerato dopo 11 partite
Non basta la recente vittoria in Coppa e l’esaltante stagione che ci
ha visti protagonisti fino alla fine per convincere Moratti delle qualità
di Simoni.
L’estate è calda e i giornali dell’epoca “vedono” un gran numero di
allenatori avvicendarsi sulla panchina dell’Inter.
Proprio la vittoria in Uefa, però, non fa cambiare i piani e la stagione
inizia con Simoni.
La campagna acquisti porterà 10 giocatori, magari non sempre concordati
con il tecnico, come Boghossian centrocampista del Parma che Simoni
aveva espressamente chiesto… arriva invece Roberto Baggio, un sogno
inseguito da tanto tempo ma poco utile per gli schemi del Mister.
L’avvio non è dei migliori un pareggio all’ esordio in casa della neo
promossa Cagliari con una doppietta del nuovo acquisto Ventola, poi
tre vittorie consecutive seguite da altrettante sconfitte consecutive,
in Champions League l’esordio è umiliante, il Real Madrid nella notte
di Siviglia ci impartisce una lezione di calcio.
Va meglio, in seguito, il cammino nella competizione più prestigiosa
d’europa.
IndimeAnticabile resta la sera del 28 novembre '98 quando un grande Baggio
liquida, con una doppietta, il Real nel gara di ritorno a San Siro,
ma la rottura è, comunque, alle porte.
Baggio comincia in panchina e la decisione di Simoni non piace a Moratti.
Anzi, secondo voci mai smentite, Baggio gioca la ripresa solo grazie
alle pressioni del presidente nell'intervallo. Il 3-1 finale sconfessa
il tecnico.
Tre giorni dopo, non basta una sofferta vittoria con la Salernitana
(2-1 gol vittoria di Zanetti al 94’) a San Siro a salvare Simoni, che
viene esonerato.
L'accusa di Moratti verso Simoni è anzitutto tecnica: la squadra non
ha gioco, nonostante tutti i campioni che ha. Il Presidente trascura,
però, un fatto fondamentale: l’allenatore ha fatto dell'Inter un buon
gruppo. E, col suo esonero lo spogliatoio si disperde. Simoni lascia
la squadra alle spalle di Fiorentina, Parma,e Roma, Juve e Milan. I
punti di distacco dalla vetta sono 5.
1998/99 Mircea Lucescu quattro mesi
Il successore, Mircea Lucescu, tenta disperatamente di cambiare le sorti
cambiando la tattica e chiude in testa la prima fase di Champions League.
I giocatori però rispondono a fatica e, a volte, male.
Al suo esordio in campionato a Vicenza, Taribo West non gradisce la
sostituzione e lo dimostra gettando la maglia in panchina. Anche altri
suoi compagni rimpiangono Gigi Simoni.
Ronaldo sta male ed è sempre più spesso fuori causa.
Lucescu, visto che non riesce a far decollare la squadra in campionato,
cerca di puntare tutto sulla trofeo continentale, ed in particolare
sulla doppia sfida con gli inglesi del Manchester United nella primavera.
DentAro o fuori. Purtroppo fuori. In quel marzo '99 infatti, i neroazzurri
escono sconfitti 2-0 dall'Old Trafford, recriminando con l'arbitro tedesco
Helmut Krug che annulla un gol validissimo a Diego Simeone. Il pareggio
1-1 nel ritorno a San Siro elimina l'Inter.
Persa l'Europa, la squadra crolla subito in campionato: dopo una disastrosa
Sampdoria-Inter 4-0, Lucescu presenta le dimissioni.
1998/99 Luciano Castellini dura 4 partite
Castellini rimpiazza Luscescu.
L’esordio, a San Siro, è vittorioso, 2-0 alla Fiorentina con doppietta
di Ronaldo entrambi su rigore, ma resiste solo un mese su una panchina
diventata impossibile.
Infatti seguono una sconfitta a Salerno, un pareggio casalingo con il
Vicenza ed il 'giaguaro' smette di graffiare il 25 aprile '99.
I nervi, ormai sono a fior di pelle, e la sua ultima partita è Inter-Udinese
1-3, con i nerazzurri che cedono di schianto a San Siro.
1998/99 Roy Hodgson 4 partite
La squadra è allo sbando: serve qualcuno che traghetti la squadra verso
la fine del campionato e verso il nuovo allenatore, Marcello Lippi,
già ingaggiato per la stagione successiva.
Dall'Inghilterra torna una vecchia conoscenza, Mr. Roy Hodgson, l’obiettivo
è quello di finire almeno con dignità una stagione da incubo.
L’Inglese esordisce in una partita da brividi, l’Inter vince a Roma
per 5-4 in una partita che chiamare clamorosa è dir poco.
Come capire l’atmosfera che regna in quel momento nello spogliatoio
se non con una frase di Roberto Baggio (presente nel suo libro) “se
non avessimo vinto quella partita saremmo finiti in serie B”.
A quella vittoria sono successe 2 sconfitte consecutiAve in casa col
Parma per 2-1 e a Vicenza per 3-1, l’ultima giornata ci ha visto vincere
in casa contro il Bologna per 3-1.
Massimo Moratti, ferito dalle critiche feroci di stampa e pubblico,
prende una decisione clamorosa. Il 6 maggio '99, esattamente un anno
dopo il trionfo di Parigi, si dimette. E le sue dimissioni provocano
a catena quelle dei principali collaboratori, Visconti di Modrone, Mazzola,
Suarez e Corso.
La squadra termina il campionato all'ottavo posto, senza la qualificazione
in Europa per la stagione successiva.
1999/00 Marcello Lippi tutta la stagione, chiude quarto
La nuova stagione inizia con tanti buoni propositi.
Moratti torna alla presidenza e inizia l’ennesima rivoluzione.
Lele Oriali prende il posto di Mazzola e Marcello Lippi è il nuovo allenatore,
al quale Moratti darà la famosa “carta bianca”.
Il mercato ci vede ancora protagonisti con altri 10 acquisti ed il colpo
dell’anno è il bomber Bobo Vieri.
Ma è anche l’anno della caduta delle ultime bandiere. Bergomi e Pagliuca
vengono ceduti e anche il Gladiatore Simeone ascia la squadra, usato
come “pedina di scambio” nell’affare Vieri (mossa che lo stesso Lippi
ammette essere sbagliata).
L'Inter di Lippi però non demerita.
La squadra parte alla grande con una bella vittoria inaugurale a San
Siro contro il Verona (prima tripletta di Vieri), pareggio a Roma contro
i giallorosssi e vince per 5-1 contro il Parma.
Si respira entusiasmo a San Siro e si vede, finalmente, una squadra
che impone il suo gioco.
L’illusione finisce dopo il primo tempo nel derby. Finchè Ronaldo e
Vieri giocano insieme la squadra esprime un calcio speAttacolare mandando
“in bambola” la temutissima difesa rossonera, ma appena Ronaldo viene
espulso la musica finisce e da lì iniziano i primi screzi da spogliatoio.
La squadra perde Ronaldo per due volte e Vieri a più riprese.
La stagione finisce, comunque, in modo dignitoso al quarto posto in
campionato, mentre in Coppa Italia si arrende solo alla Lazio campione
d'Italia.
La vittoria nello spareggio con il Parma, 3-1 sul neutro di Verona,
vale il posto in Champions League.
E' l'altra magica serata di Roberto Baggio in nerazzurro, dopo quella
con il Real Madrid: anche al Bentegodi, una doppietta.
2000/01 Marcello Lippi si dimette dopo la prima giornata
I rapporti tra Lippi e alcuni giocatori sono evidentemente ad alta tensione.
Gli esempi più clamorosi di questa situazone sono Panucci e Baggio,
che Lippi non vuole più.
Per Moratti è un colpo al cuore.
Anche con “l’amato” Recoba il feeling sembra scarso, ma il presidente
pretende un confronto fra i due, con la sua presenza, e decreta la tregua.
Lippi rimane alla guida dei neroazzurri, ma senza carta bianca.
Chiede una società più forte ed altri acquisti, ma Moratti non è più
disposto ad accontentarlo: il forzato addio di Baggio ha definitivamente
compromesso i rapporti.
L'era Lippi sembra già esaurita durante il ritiro a Sarre e, dopo l'eliminazione
nel preliminare di Champions League con l'Helsingborg, scorrono i titoli
di coda.
Il divorzio ufficiale si consuma alla prima giornata di campionato,
dopo Reggina-Inter 2-1.
In sala stampa. Lippi consiglia al presidente “di cacciare l'allenatore
e di prendeAre a calci in culo i giocatori”.
Per quanto riguarda l'allenatore, detto fatto! Per i giocatori non ci
pensa minimamente.
Al suo posto arriva Marco Tardelli.
2000/01 Marco Tardelli finisce la stagione al quinto posto
Esordio con vittoria per il nuovo allenatore Marco Tardelli.
I “suoi” ragazzi battono in casa il Napoli con un netto 3-1 che ci fa
ben sperare.
La situazione, però, dopo qualche giornata sfugge di mano al giovane
tecnico, anche lui con i nervi tesi tanto che per sua stessa ammissione
a Firenze, durante l’intervallo, con un pugno spacca una panchina dello
spogliatoi.
La stagione non rimane nella memoria per il suo gesto, ma per ben tre
altri motivi.
Uno è il famoso scandalo dei festini a luci rosse con le donnine di
internet. Il secondo purtroppo i nostri odiati cugini ce lo ricorderanno
per sempre. L’umiliante derby perso per sei a zero.
Il terzo è un’altra sconfitta pesante, subita in Coppa Italia, dal Parma
con altri 6 gol al passivo. La stagione tutto sommato finisce con il
quinto posto, pur sempre davanti al Milan.
2001/02 Hector Cuper finisce il campionato terzo
L’ estate del 2001 porta a Milano il “Generale” Cuper con l’etichetta
di perdente di lusso.
Nel suo ruolino di marcia si possono contare le tre finali europee consecutive,
tutte perse.
Il suo arrivo porta, però, un’ondata di entusiasmo.
Il paragone con il tecnico argentino più famoso (H. Herrera) è inevitabile.
Ci sono tutti i presupposti per pensare che finalmente sia l’anno buono.
Intorno alla squadra c’è ottimismo.
Insomma queAlla che ci aspetta sarà una stagione da protagonisti.
In effetti la stagione parte subito bene. All’esordio a San Siro l’Inter
batte il Perugia di Cosmi per 4-1, grazie alle doppiette di Kallon e
Vieri, da lì seguono un pareggio a Parma e poi 4 vittorie consecutive
e un altro pareggio ad Udine prima di incappare nella prima sconfitta
della stagione proprio con gli “odiati” cugini, da quel punto in poi,
la svolta psicologica.
Il “Generale” prende in mano la squadra e la trascina in vetta.
Inizia una cavalcata vincente che ci vede finalmente battere il Milan,
il 3 marzo, con un gol di ginocchio di Vieri.
A me, romantico di natura, piace immaginare che quella ginocchiata a
13 minuti dalla fine l’abbia data Peppino Prisco scomparso durante questa
stagione esattamente il 12 dicembre 2001. Ma questa è un’altra storia
e ne parleremo un’altra volta…
Torniamo a Cuper. La stagione, dicevamo, è esaltante sia in coppa dove
siamo arrivati ad un passo dalla finale, (indimenticabile la vittoria
a Valencia per 1-0), sia in campionato, tanto che il 24 marzo, a San
Siro, nello scontro diretto contro la Roma, l’Inter fa la partita migliore
della stagione.
Battiamo i giallorossi per 3-1 con una doppietta di Recoba ed un gol
di Vieri.
A 7 giornate dalla fine sembra ormai fatta.
Tutti inneggiano all’Inter campione.
All’ultima giornata, si va a Roma con un punto di vantaggio sulla Juventus
e due sulla Roma.
Tutto sembra già scritto, ma succede qualcosa, in quello stadio, quel
giorno, che fa svanire l’illusione.
Torniamo a casa terzi in classifica, lasciando lo scudetto alla Juventus,
andando a fare il preliminare proprio come il Milan distaccato di 14
A punti.
2002/03 Hector Cuper finisce il campionato secondo
Durante l’estate ci sono i mondiali, sarà il Brasile a vincerli, sì
proprio il brasile del “nostro amato” Ronaldo.
Dopo la vittoria inizierà un periodo intensissimo di calciomercato che
si concretizzerà l’ultimo giorno di calcio mercato con la cessione di
Ronaldo al Real Madrid.
La scelta era quella di cedere Ronaldo o Cuper, visto che i rapporti
tra i due erano ormai diventati pessimi.
Moratti opta per la prima decisione, ma fra i due qualcosa inizia a
rompersi.
Alla squadra servono giusto due o tre acquisti mirati.
Il tecnico chiede un difensore alto, “alla Nesta” tanto che in un’intervista
rilasciata proprio dall’allenatore aveva detto “o Nesta o nessuno”,
il giorno dopo arriva Cannavaro.
Sembra di rivivere la stagione di Lippi, ma per fortuna non è così.
Riusciamo a qualificarci per la Champions eliminando, lo Sporting Lisbona.
Anche quest’anno, quindi, ci sono i presupposti per essere protagonisti
e così è. La squadra parte bene, sia in campionato, sia in Champions.
Da ricordare la bella vittoria in Olanda in casa dell’Ajax.
Le prime polemiche, però, arrivano, inevitabilmente, quando si parla
di Milan.
In settimana i giocatori argentini hanno giocato con la nazionale e
tornano a Milano ventiquattr’ore prima della partita.
Il tecnico decide di non schierarli.
La sconfitta è inevitabile.
Nonostante questo l’Inter continua a rimanere tra le prime e a vincere
in Europa.
La squadra anche se non esprime un gioco esaltante dimostra di aver
carattere, eliminando ancora il Valencia, nei Aquarti di finale.
La semifinale di Champions è qualcosa che difficilmente si potrà ripetere,
il Derby d’ Europa.
Comunque vada a finire Milano ha una squadra in finale.
E’ una vetrina importante. Le due Milanesi abdicano il campionato, lasciando,
così, via libera alla Juventus per concentrarsi sulla supersfida europea.
Tutti, purtroppo, sanno come è finita.
Siamo arrivato ad un passo dalla finale e secondi in campionato.
2003/04 Hector Cuper esonerato dopo 6 partite
Hector Cuper viene confermato sulla panchina dell’Inter, smentendo tutte
le voci che portavano a Mancini come suo possibile sostituto.
Dopo due stagioni che ci hanno visto lottare fino alla fine, finalmente,
potrebbe essere la stagione del riscatto.
I propositi sono buoni, come ogni anno, ma per colpa di numerosi infortuni
il tecnico non riesce mai a schierare la sua formazione ideale.
La squadra soffre, ma riesce a battere il Modena a S. Siro e a vincere
di misura in casa della neopromossa Siena.
Moratti inizia a storcere il naso sulla decisione presa in estate, ma
la stupenda vittoria di Champions League in casa dell’Arsenal per 3-0
paca gli animi del presidente.
Finalmente Cuper ha potuto schierare la sua squadra ideale ed il risultato
si è visto. Vittoria e bel gioco.
In campionato, purtroppo, non si riesce a decollare e i neroazzurri
incappano in due pareggi consecutivi, seguiti dalla brutta figura nel
derby perso 3-1.
Moratti, dopo la sconfitta, dà l’ultimatum al tecnico.
Durante la partita successiva si rischia di perdere a Brescia, Vieri
pareggia su rigore al 41° e tutti pensano che la panchina di Cuper sia
salvAa, ma non è così.
In serata arriva l’annuncio dell’esonero, via Cuper arriva Zaccheroni.
2003/04 Alberto Zaccheroni, finisce il campionato quarto
Zaccheroni arriva e trova un ambiente frastornato dal cambio di allenatore,
ma alla prima partita riesce a pareggiare 0-0 contro la Roma di Capello,
Totti e Cassano.
Da questo momento inizia una serie di 6 vittorie consecutive, che ci
riportano in zona scudetto.
Spicca l’esaltante vittoria per 3-1 in casa della Juventus.
L’Inter sembra rinata, sia come gioco che come carattere.
Purtroppo l’illusione dura poco. Incappiamo in una serie negativa che
va dal 10 dicembre al 21 marzo, compresa l’uscita dalla Champions e
“la retrocessione” in Coppa Uefa.
Quando l’incubo sembra finito, esattamente il 21 febbraio, ci aspetta
un’altra, amara sorpresa.
Alla fine del primo tempo nel derby siamo in vantaggio per 2-0. Stupore
e incredulità sono i sentimenti che si percepiscono.
La partita finisce poi 3-2 per loro.
Appunto. Dal 21 marzo al 18 aprile inanelliamo una serie di 5 vittorie
consecutive, fra le quali riusciamo Inter-Juve 3-2 a San Siro.
In Coppa Uefa veniamo eliminati nei quarti dal Marsiglia perdendo entrambe
le gare per 1-0.
In Coppa Italia veniamo eliminati in semifinale dalla Juventus ai calci
di rigore.
Il campionato continua senza grandi fiammate fino alla fine riuscendo
a conquistare l’ultimo posto utile per l’accesso alla Champions League
ai danni del Parma battuta a San Siro alla penultima giornata.
Stagione 2004/05
Inizia l’estate e la prima notizia è l’esonero di Zaccheroni e l’arrivo,A
ormai dato quasi per certo, di Mancini…
Arrivederci alla prossima puntata con la speranza di scrivere una vittoria
tanto inseguita anche da noi.
Sempre e solo FORZA INTER!!!
28 giugno 2004 - Davide http://bastamoratti.altervista.org
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