L'Inter... Mancini... la barca... Vieri
Articolo tratto da www.indiscreto.it - 30 giugno 2004
Segnalazione nostra: ieri sera alle 21 eravamo in bici nel centro di Milano
(arrivarci da casa nostra è un'ottima preparazione per la Parigi-Roubaix,
non solo per la distanza) e abbiamo visto Massimo Moratti discutere
pensieroso (come Cristiano Malgioglio, più o meno) sotto il suo ufficio con
Rinaldo Ghelfi, vicepresidente dell'Inter e suo uomo di fiducia da sempre.
Pensieri che probabilmente andavano a Roberto Mancini: a cinque giorni dal
preraduno l'Inter non ha ancora un allenatore per la prossima stagione, pur
avendone di fatto pagati tre. E dopo la figura meschina fatta di Facchetti
nella vicenda Zaccheroni, adesso il prossimo pezzo da novanta stritolato da
questo Re Mida al contario che ormai è Moratti potrebbe essere proprio
Mancini.
Un uomo a metà del guado, ma su una barca di 35 metri che ha scatenato le
invettive di moralisti di varia specie, come se l'allenatore l'avesse pagato
con le ultime mensilità dategli dalla Lazio (Parco della Vittoria, Vicolo
Stretto e due alberghi). Il problema non ci è sembrato tanto la barca (stile
'Mi faccio la barca'), quanto la presenza di Vieri, con il quale Mancini ha
sempre avuto un discreto feeling. Se l'anno prossimo rimarrà nerazzurro come
prenderanno i compagni, Materazzi a parte, le sue mancate sostituzioni da
parte di Mancini? Eccolo, l'amico dell'allenatore...
La morale mediatica contro la barca si inserisce nel filone pauperistico che
tira sempre dopo un disastro azzurro. La doppia schermata del Processo di
Biscardi con il raffronto fra il cinque stelle dell'Italia e il presunto
motel stile Norman Bates dell'Inghilterra (non sembrava tragico, comunque)
ha regalato momenti trashissimi ed esilaranti. Ma dormendo su assi di legno
si sarebbe arrivati ai quarti di finale?
Di Stefano Olivari
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