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Pensieri mai originali sul morattismo che non sorprende più...
Articolo tratto da www.indiscreto.it - 05 ottobre 2004

Da quando Massimo Moratti ha preso in mano l'Inter, fra il tripudio della stampa interista e di buona parte della tifoseria in lotta contro l'usurpatore Pellegrini (in realtà avrebbero dovuto avercela con lui perchè a suo tempo soffiò l'Inter a Berlusconi) sono passati quasi dieci anni.
Come giornalisti ci siamo adagiati nella mediocrità, come editori abbiamo buttato al vento i pochi soldi guadagnati come giornalisti, ma almeno una cosa l'abbiamo imparata: quando il proprietario dell'Inter inizia a parlare dietro al proprio allenatore significa che il countdown è già incominciato.
Non a caso abbiamo usato l'espressione 'parlare dietro', perchè 'davanti' le colpe di un inizio di campionato promettente come gioco ma appena decente come risultati sono state date alla squadra.
'Concordo con l'analisi di Mancini', la velenosa frase che qualcuno in vena di buonismo ha voluto interpretare come segno di armonia con l'allenatore.
Se non vogliamo prendere per il culo i lettori dovremmo però osservare che dare le colpe alla squadra, se non si fanno nomi di singoli, è esattamente la stessa cosa che darle a Mancini. Se a questo si aggiungono battute e segnali che ci arrivano dal solito mondo parassitario e di ex qualcosa che a volte rappresenta il morattismo meglio di Moratti stesso, non possiamo certo parlare di un Mancini sull'orlo dell'esonero (anche se chi ha cacciato un allenatore nello stesso giorno in cui ritirava il premio come tecnico dell'anno è capace di tutto), ma almeno di un feeling finito. La solita storia. Triste per i tifosi interisti, un po' meno per i giornalisti che avranno materiale sull'unica grande società sulla quale sia possibile fare del giornalismo.
Ci ripetiamo, come al solito: in altre realtà possono rovinarti la carriera, toglierti la pubblicità, farti aspettare sotto casa da tifosi di professione.
L'Inter invece fa male solo a se stessa, però divertendo.
Come reagire altrimenti alla notizia della nomina del nuovo direttore commerciale, Marco Sabetta, assiduo frequentatore delle partite del sabato pomeriggio a Imbersago?
Sì, certo, anche le altre referenze sono buone...

Di Stefano Olivari


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