| ANALISI LOGICA...
Cari fratelli nerazzurri cerchiamo di analizzare serenamente la situazione
senza particolari pregiudizi.
La squadra sembra in crescita dal punto di vista del gioco e Mancini ci dà
l'impressione di essere in grado di darle un'impostazione chiara e
credibile. L'aspetto più positivo riguarda l'atteggiamento che è costantemente indirizzato alla fase offensiva.
Ci sono anche tante ombre, però.
La prima riguarda la difesa che si sta dimostrando inadeguata.
A Verona Mihajlovic è stato imbarazzante; con il Palermo il giovane
Pasquale l'ha combinata grossa, per non parlare della "frittata" combinata da Burdisso e Toldo a Bergamo.
Ma più ancora dei singoli episodi a preoccupare è, in generale, la sensazione di insicurezza
che trasmette e che riguarda l'intero reparto.
Oltre a questo, i vari problemi fisici di alcuni giocatori stanno mettendo in risalto l'enorme errore che
è stato commesso cedendo Cannavaro (finora perfetto).
Come più volte detto, Mancini ci ispira fiducia (non totale), ma riteniamo
che debba fare chiarezza e non dare retta al distruttore Massimo (MORATTI).
Adriano è una risorsa che va tutelata e non gli si può chiedere di correre
per tutto il campo alla "Zamorano" altrimenti a gennaio avrà bisogno della
bombola di ossigeno. Bisogna puntare su di lui e tutti gli altri (Vieri compreso) devono lavorare per lui e non viceversa.
Sappiamo benissimo che Mancini è costretto a lottare tutti i giorni con
l'incompetenza della società e le invasioni deleterie del distruttore
Massimo, ma deve avere la forza di prendere delle decisioni chiare e che non
lascino trasparire alcuna incertezza.
Concludiamo con un paio di paroline sul distruttore Massimo:
Prima di Chievo-Inter aveva elogiato la squadra parlando di amore e di
spettacolo mai visto al mondo... RISULTATO: pareggio deludende.
Contro il Werder è stato zitto e abbiamo vinto.
Dopo il Werder ha parlato di reazione fantastica, che lo ha commosso, e
venerdì si è recato alla Pinetina insieme al fratello Natalino (Dio ci
scampi da un altro Moratti) e al nipote (speriamo nel salto generazionale)
parlando di uno spettacolo magnifico... RISULTATO: di nuovo pareggio.
In sostanza... che stia zitto, che stia lontano dalla squadra e che la
smetta di fare danni con le sue dichiarazioni.
28 settembre 2004 - Federico
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L'UNICA CERTEZZA DI QUESTO MERCATO: E'
FINITA LA LEGGENDA DI MORATTI SPENDACCIONE
L'unica cosa positiva e che ha finora tenuto molti tifosi interisti
attaccati al peggior presidente che l'Inter abbia mai avuto nel
corso della sua storia, è svanita nel nulla...
Avevamo già avuto questa sensazione durante il mercato scorso fatto
solo di acquisti a parametro zero e di cessioni illustri (CRESPO
ndr) e quest'anno ne abbiamo avuto la conferma.
Moratti, nel corso degli anni, ha solo fatto errori portando la
nostra Inter ai minimi storici. Però ha sempre avuto l'attenuante
(per noi aggravante) di aver investito molto.
Oramai questa leggenda è finita. Oramai non spende più.
All'incompetenza è stata aggiunta la mancanza di soldi.
MORATTI: "Cannavaro non ha avuto altre offerte che quella della
juventus, è lì che doveva andare. A noi è valso un risultato di
bilancio molto importante." (inter.it).
... e noi tremiamo sempre di più...
3 settembre 2004 - Federico
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DA RADIO DIMENSIONE SUONO - LE PAROLE DI MANCINI - 02 settembre
2004
Riguardo Cesar: "Pensavo che Cesar potesse star bene nella rosa
dell'Inter, poteva essere molto importante in una rosa già forte."
Riguardo Cannavaro: "Penso che la juve si sia rinforzata. A noi
per una stagione molto dura tra campionato e Coppe, sarebbe certamente
servito".
Grazie Roberto per aver dato ragione al nostro sito a
sole 24 ore di distanza dal nostro editoriale del primo settembre.
Sei la nostra unica speranza per annientare l'incompetenza di Moratti.
Aiutaci a tornare a vincere.
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VIOLENTATI NELL’INTELLIGENZA
Cari fratelli nerazzurri il calcio mercato si è concluso ieri alle
19 e tutte le nostre certezze sull’imminente campionato sono state
spazzate via nel giro di poche ore.
Il distruttore dell’Inter è riuscito a piazzare un doppio colpo
sensazionale che, oltre a indebolire la Beneamata, ha rafforzato
una diretta concorrente proprio nel reparto nel quale era in maggiore
sofferenza.
Cannavaro alla juve in cambio Carini se lo sognano gli analisti
degli ospedali psichiatrici.
Ma ci hanno spiegato che è stata un’operazione puramente economica
e che andava fatta. Però poi senti le dichiarazioni ufficiali della
Juve che afferma di aver fatto un grande affare economico.
Hanno prelevato Carini dallo Standard Liegi per 4,8 milioni di euro
e ce lo hanno rifilato per 10 milioni... ALLA FACCIA DELL’OPERAZIONE
CONVENIENTE AI COLORI NERAZZURRI.
Anche questa volta Moratti si è vergognosamente fatto prendere per
i fondelli.
Capello è entusiasta e incredulo per quello che è accaduto e ringrazia
commosso Moratti del regalo.
Però ci avevano promesso Cesar che ovviamente non è arrivato.
Lotito sapeva di avere davanti a sé interlocutori dilettanti allo
stato puro e ha giocato duro.
A certe condizioni (6-7 giocatori con lo stipendio pagato) non lo
si poteva più prendere e, infatti, non è stato preso. Ci ritroviamo
ad affrontare una stagione lunga (4 partite di campionato in più)
e impegnativa con soli 5 difensori centrali:
MATERAZZI: che purtroppo in questi anni ha avuto spesso problemi
fisici
CORDOBA: che non potrà certo giocare 100 partite
BURDISSO: un’incognita
MIHAJLOVIC: giocatore che dà l’impressione di essere qui in gita
turistica
GAMARRA: oramai 34enne e comunque in calo vistoso
Non dimentichiamo, tra l'altro, che GAMARRA, CORDOBA e BURDISSO
dovranno fare una decina di viaggi intercontinentali e MATERAZZI
è nazionale.
Sempre peggio cari fratelli, sempre peggio...
Un mercato fatto solo di cessioni e di acquisti a parametro zero
(vedi Cambiasso) o regali ricevuti per disperazione (Veron regalatoci
dal Chelsea perché non si reggeva in piedi) e di nostri pesanti
aiuti alle avversarie.
La stampa ci ha marciato sopra (come al solito), inebetendo molti
tifosi interisti.
Noi non ci caschiamo perché sappiamo bene di cosa è capace il DISTRUTTORE
DELL’INTER... e tremiamo di paura.
Ma ti avvertiamo di una cosa DISTRUTTORE MASSIMO non ti daremo tregua,
non ti permetteremo di far festeggiare a gobbi e milanisti altri
trionfi, non ti permetteremo di violentare ancora la nostra INTER
con la tua incompetenza, NO NON TE LO PERMETTEREMO!
VATTENE!!!
1 settembre 2004 - Lo staff al completo
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Un giorno
di Luglio... a Brunico
Metà luglio e per noi, malati di calcio, è già tempo di raduni, ritiri e prime amichevoli estive.
La decisione è già presa da qualche giorno, sabato mattina, di buon’ora, ci mettiamo in marcia verso Brunico. Siamo stanchi, assonnati, ma basta un caffè e l’idea di rivedere i “nostri” a darci la carica. Brunico è lontano e noi, naturalmente, abbiamo scelto il week-end che si preannuncia come il più trafficato per partire.
Dopo un tempo che sembra non finire più, tra chiacchiere e cori “in tema” arriviamo a destinazione. Qualcosa di veloce da mettere sotto i denti, di corsa in albergo per mettere giù le valigie e ci dirigiamo al campo.
Gente, tanta gente. Questa è la cosa che ci colpisce subito. Due campi, adibiti a parcheggio, sono già stracolmi, e manca più di un’ora all’inizio dell’allenamento pomeridiano.
I ragazzi arrivano dopo un po’… urla, cori, incitamenti… Bella atmosfera insomma…
Qualche esercizio e la partitella a campo ridotto occupano l’intero pomeriggio e poi di nuovo via, verso la sera. Una passeggiata in paese, scrutando i menù fino a quando non troviamo quello che ci ispira di più. L’accoglienza “tedesca” non è delle migliori, ma ci passiamo sopra, dopo aver assaggiato la loro ottima cucina. Dopo cena troviamo un’enoteca, giusto il tempo di berci qualcosa prima della chiusura, ore 23:30. Scopriamo così che i locali, a Brunico chiudono prestissimo.
Ma siamo qui per loro e anche la nostra “gita” assomiglia ad un ritiro, a nanna presto e altrettanto presto ci si sveglia al mattino. L’appuntamento con gli altri è per le ore 9 nella sala colazione, giusto il tempo di un caffè e partiamo subito.
Per strada compriamo i quotidiani e leggiamo che i tifosi venuti ad ammirare l’Inter erano 5.000, non male per il primo sabato di allenamento.
In giro si sentono solo commenti positivi, la gente sembra abbia riacquistato fiducia ed è tutto merito del Mancio.
Mattinata tranquilla, quella di domenica, passata tra le sgambate dei nazionali nel campo principale (e si è talmente vicini da poter chiedere a Materazzi se davvero andrà alla Juve, come si era vociferato tempo fa… la risposta, un cenno della mano, che significa un no convinto e una strizzata d’occhi, ottengono un boato e uno scrosciante applauso) e l’attesa della partita nel pomeriggio. Tutti in “libera uscita” per un paio d’ore e l’appuntamento qui prima delle ore 16.
Quando torniamo ci accorgiamo che, forse, quella di essere scesi in paese non è stata una grande idea… tribunette gremite, collinette laterali che sembrano la spiaggia di Milano Marittima in pieno agosto… strano… sapevamo dall’organizzazione che alle 16 avrebbero fatto uscire tutti, per poi consentire l’accesso al campo solo a chi era munito di biglietto.
L’orario che doveva essere di apertura è ancora lontano, eppure qui è tutto pieno. Facciamo un paio di giri intorno al campo e, alla fine, riusciamo a trovare uno spiraglio a lato di una porta… qualcosa si riesce a vedere tra due striscioni di inter club… dopo aver pagato 13 € l’uno non è male…
Inizia la partita e ci dimentichiamo di tutto il resto. Iniziamo bene, gol di Martins dopo pochi minuti, qualche buona manovra… guardiamo i nuovi arrivi con occhi attenti…. Tutto sommato non male, bene Veron davanti alla difesa, da rivedere Cambiasso o Burdisso, ma la cosa che ci ha colpito di più è che, finalmente, fanno girare la palla, invece di lanciarla lunga. Da una di queste manovre nasce il secondo gol di Stankovic. E’ presto per giudicare, ma i presupposti sono buoni ed il Mancio è uno che di calcio ne capisce. Diventiamo tutti pallidi, verso la mezz’ora, quando vediamo un avversario entrare duro su Stankovic. Uscita forzata del nostro e speriamo non sia nulla di grave… Il Mancio non cambia nessuno, per provare la difesa sotto pressione. Nel secondo tempo non c’è più partita, il Mr. fa entrare tutti i nazionali, arrivati da due giorni, giusto per fagli riprendere confidenza con il pallone, ma la partita ormai è finita. Giusto il tempo di una bella azione che porta alla bella girata di Cruz e poi tutti a far la doccia.
Finita la partita ci mettiamo in coda per tornare in paese. Due passi e la scelta del ristorante per la cena. Visto che abbiamo mangiato bene il sabato, alla fine, optiamo per lo stesso ristorante. Dopo cena una passeggiata per smaltire e ci rendiamo conto che Brunico è, ormai, poco affollata, quasi tutti i tifosi sono tornati a casa. Siamo gli unici in giro con le magliette dell’inter… e poi, improvvisamente, ne vediamo altre, di magliette nerazzurre… un po’ di movimento, ci giriamo e vediamo Materazzi e gli altri… non crediamo a tanta grazia e capiamo che tutti i km fatti ora hanno un senso… i ragazzi sono rilassati, tranquilli… è bello vederli così, per chi è abituato a vederli dal terzo anello di S. Siro. Afferriamo la maglietta di Materazzi e lo rincorriamo per farla autografare. Ne approfittiamo per farla firmare anche a Toldo, Coco, Pasquale e Martins. Li vediamo sedersi ad un tavolino di un bar e ordinare da bere, sembrano un bel gruppo, visti così… chiediamo a Coco come sta Dejan e lui ci rassicura, con l’aria contenta “niente di grave, è solo una botta, adesso è andato a dormire, ma domani si potrà allenare tranquillamente”… soddisfatti della risposta torniamo al nostro tavolo.
E poi se ne vanno. Giusto così, per chi è in ritiro, si deve alzare presto e lavorare. Ma prima di andar via ci regalano qualcosa che non ci saremmo mai aspettati… Salgono sul pulmino della società e si allontanano cantando “ma che bello èèèèèè…. Stare insieme a teeeee…. Son 20 anni cheeeee….. svalvoliam per teeeee… FORZA INTER ALEEEE’”
Che strano sentire quel coro, che tante volte abbiamo sentito dalla curva e che tante volte abbiamo cantato anche noi, uscire dalle loro bocche.
Ragazzi, un solo augurio, per voi e per noi… che l’atmosfera resti questa, fino alla fine della stagione… è già bello così.
Luglio 2004 - Valeria & Davide http://bastamoratti.altervista.org
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IL FUMO CHE
LA STAMPA GETTA VOLONTARIAMENTE NEGLI OCCHI DELL' INTERISTA
Leggendo i commenti della stampa di questi giorni mi si ghiaccia
il sangue nelle vene.
E' in atto la classica operazione estiva di esaltazione della potenza
nerazzurra che ha l'unico obiettivo di far perdere il contatto con
la realtà ai tifosi.
Ma questo sarebbe il meno, anche perché tutto sommato l'entusiasmo
dei tifosi, anche se ingiustificato, può far bene ad un ambiente
depresso come il nostro.
La cosa grave purtroppo è che questa esaltazione ha colpito il distruttore.
Come sempre Moratti ha assunto un atteggiamento sconsiderato, tipico
di un bambino di 6 anni che si esalta per nulla.
Ormai sono giunto alla conclusione che la stampa (non tutta ovviamente)
utilizzi una strategia ben precisa che è quella di esaltare il distruttore
dell'Inter facendogli credere di avere fatto le cose per bene.
Moratti ci casca, crede ai complimenti finti della stampa (le critiche,
Moratti, non le ascolta perché si offende, anche se queste critiche
risultano giuste e, soprattutto, disinteressate), e incomincia a
rilasciare dichiarazioni agghiaccianti come quelle sulla vittoria
con i dilettanti della selezione Marlene.
Faccio fatica, sinceramente, a comprendere questo signore che non
si è ancora reso conto che la stampa con lui ci gioca come il gatto
fa con il topo.
Ogni anno sempre i soliti errori.
La speranza è tutta in Mancini.
p.s.: nella mia riflessione sulla stampa non sono inclusi i personaggi
alla Enzo Catania che per Moratti nutrono un amore simile a quello
di Fede per Berlusconi e che, quindi, non sono obiettivi nei giudizi,
anche se il risultato che ottengono è quello di buttare fuoco sul
falò acceso dal Distruttore.
20 luglio 2004 – Federico http://bastamoratti.altervista.org
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L’AMORE NON VA IN VACANZA...
Finisce il campionato e poi anche quello Europeo e per noi,
che mangiamo pane e calcio, è un digiuno antipatico e forzato.
Cerchiamo di consolarci con le varie peripezie del calcio mercato
in cui, neanche a farlo apposta, l’INTER la fa da padrona.
Non abbiamo pace, noi tifosi. Dobbiamo sgolarci anche d’estate e
cercare di dimostrare che l’amore per la nostra INTER, non si assopisce
mai.
Ma come si fa a spiegare al tifoso di un’altra squadra o – peggio
- a chi non nutre INTEResse per il calcio, cos’è la passione che
proviamo?
Questo amore che ci brucia dentro, che ci fa rifare l’abbonamento
ogni anno, che ci fa arrabbiare, imprecare...
Perché noi l’INTER l’abbiamo nel cuore. Per lei sfidiamo il caldo,
il freddo, il gelo, la pioggia, il vento...
Il nostro cuore non va in vacanza, non si prende le "pause di riflessione",
non tiene il broncio a una squadra che ci fa incazzare…
Perché è un amore forte e incondizionato, quello che proviamo per
i nostri colori... E a chi pensa che siano parole forti... che siano
concetti esagerati, io rispondo: "prova a venire tu, allo stadio,
prova a guardare la palla che si alza e sembra scompaia nel cielo
e poi, come una piuma, si abbassa di nuovo e poi, come una meteora,
sfonda la rete…
Prova tu, a farti bruciare questa passione dentro..."
8 luglio 2004 – Paola http://bastamoratti.altervista.org
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FUORI DAI DENTI
Vorremmo spiegare un po' la situazione che si sta
venendo a creare intorno all'Inter.
Siamo tutti tifosi della beneamata, di conseguenza ci auguriamo il suo
bene, le sue vittorie, i trofei e un gioco spettacolare, oltre a giocatori
che danno l'anima in campo e l'esempio fuori. Dirigenti preparati, se
poi fossero anche appassionati non guasterebbe. Infine ci piacerebbe
un Moratti vincente e finalmente sorridente.
Tutti noi saremmo felicissimi di una situazione del genere. Eppure…
Sì, c'è un "eppure..."
Negli ultimi mesi a S.Siro sentiamo crescere mormorii e malumori... prestiamo
maggiore attenzione e sentiamo le frasi, i discorsi e le liti. Solitamente
le posizioni sono nette e naturalmente distanti.
Da una parte i detrattori dell'attuale dirigenza, che elencano errori
di gestione delle risorse sia finanziarie, sia umane; criticano i troppi
giocatori acquistati e non rivelatisi proprio dei fenomeni (e anche
i fenomeni hanno poi deluso in un modo o nell'altro), il numero impressionante
di allenatori i cui contratti sono passati alle casse di via Durini,
infine fanno leva sul poco potere che la società sembra avere in "chiave
politica" all'interno del Palazzo.
Dall'altra parte abbiamo invece i sostenitori dell'attuale proprietario.
Si schierano compatti e partono da una certezza: "la famiglia Moratti
i soldi li ha. E anche tanti; cosa chiedere di più? Guardate come sono
finite le altre squadre... Le varie Fiorentina, dovuta ripartire dalla
C2 dopo essere fallita, la Lazio con un ex proprietario agli arresti
domiciliari e i guai finanziari che si porta appresso. Il Parma che
da grande qual era, con il passare del tempo si ritrova a dover vendere
i pezzi migliori dopo i noti scandali Parmalat…
E se poi, una volta andato via Moratti, anche a noi dovesse capitare
la stessa sorte? "
In realtà, né noi, né nessun altro conosce il futuro su come sarà un'eventuale
sua uscita di scena, tuttavia una domanda comincia a ronzarci in testa...
e se i soldi fossero finiti? Se la crisi in cui versa il calcio avesse
convinto anche l'attuale proprietario a stringere i cordoni della borsa?
Sarà forse per questo che negli ultimi anni la campagna acquisti dell'Inter
si concretizza nella cessione di grandi giocatori e nell'acquisto di
quelli a parametro zero o svincolati?
Ad ora non c'è nessun sentore che possa far pensare all'uscita di scena
della proprietà attuale, però francamente, se volete sapere la nostra
opinione, crediamo sia meglio una gestione mirata e con un valido progetto,
anche se con meno soldi (poi questo è tutto da vedere), piuttosto che
spendere all'infinito per poi non avere una minima idea di fondo che
non porterà da nessuna parte, come per ora si è verificato... ma vediamo
che cosa ci riserverà il futuro.
28 giugno 2004 Valeria - Flavio http://bastamoratti.altervista.org
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IL CASO ZACCHERONI/MANCINI
Parole di Moratti del 21/5/2004 (da inter.it)
"Vorrei capire io da voi qual é il problema. Lo leggo sui giornali, di
più non so. Smentiamo da otto mesi, nessuno può avere la pazienza di smentire
giorno per giorno. Io credo sinceramente che la Società pensi di avere
continuità.
Esiste un Presidente e credo che possiate parlargli.
Esiste un Consiglio di Amministrazione, quindi saranno loro a dirci esattamente
e proporci cosa fare.
La mia sensazione è che nulla sia cambiato rispetto alle ultime dichiarazioni
del Presidente".
Questo quanto riportava il sito dell'inter il giorno 22/5/2004
''Massimo Moratti e Marco Tronchetti Provera, a differenza di quanto si
è letto oggi su alcuni quotidiani, sono sempre più vicini e lavorano,
insieme alla dirigenza della società nerazzurra, per portare l'Inter a
quei traguardi finora solo sfiorati''.
È quanto si è appreso da ambienti vicini sia al patron sia al principale
sponsor del club di via Durini.
Le stesse fonti sottolineano che ''quindi, le voci di divergenze su questo
o quel nome sono da considerarsi del tutto infondate''.
E questo Facchetti il giorno del cda (da inter.it)
MILANO - Il presidente Giacinto Facchetti ha spiegato tutto.
Prima all'Assemblea dei soci dell'Inter, poi alla stampa presente al 'Teatro
delle Erbe' dopo la conclusione dei lavori del Consiglio d'Amministrazione.
Per quanto riguarda la questione-allenatore, Facchetti ha precisato: "Ho
spiegato ai soci che tre giorni fa Massimo Moratti mi ha detto che se
volevo continuare con Zaccheroni lo potevo fare. Io ho parlato con Zaccheroni,
lui mi ha chiesto un po' di tempo per riflettere e poi ha detto che non
se la sentiva di continuare con noi. Non sentiva la fiducia di tutti.
Ho sempre detto che cercavo la continuità tecnica, ma come ho già spiegato
sono stato libero di procedere. È inutile cercare di capire quali fossero
i problemi con Zaccheroni, lui ha preferito dimettersi e quindi abbiamo
cambiato direzione. È stato Zaccheroni che non se l'è sentita di andare
avanti. Con Mancini, che è uno degli allenatori giovani migliori sul mercato,
è stata avviata una trattativa, ma non è stato concluso ancora nulla.
Questo per sottolineare che non era qui da tempo come qualcuno sosteneva".
Tante, ovvio, le domande rivolte dai giornalisti a Facchetti sul calciomercato:
"Davids? È molto bravo e molto forte, ma come ho detto ai soci dell'Inter
le nostre operazioni devono coincidere, soprattutto quest'anno, con un
risanamento economico necessario e utile per la vita della società. Il
calcio sta attraversando un momento particolare, non possiamo nascondercelo,
anche se il nostro obiettivo è quello di costruire una squadra competitiva.
In Assemblea abbiamo parlato dell'importanza dell'Inter, che è e vuole
restare uno dei primi club al mondo. Vieri? In questo periodo sono arrivate
due offerte, della Juventus e del Real Madrid.
Ora parleremo con lui e con il nuovo tecnico e decideremo la linea migliore
da seguire. Valuteremo tutte le offerte che arriveranno, insieme all'allenatore
decideremo che cosa fare".
FONTE: www.inter.it Liberamente tratto dal sito ufficiale dell'Inter
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Cari lettori, ricordandovi che Facchetti, a fine campionato aveva chiaramente
riconfermato Zaccheroni sulla panchina dell'inter, ci teniamo a fare alcune
considerazioni:
a noi non interessa parlare di Mancini, Cuper, Vieri o di chiunque altro,
ma ci preme puntare il dito su un fatto che riteniamo molto grave, cioè
quello riguardante la continua e costante presa in giro effettuata nei
confronti di tutti i tifosi interisti.
Facchetti, come abbiamo potuto sentire, a fine campionato mise in discussione
la sua carica, esponendosi più volte per riconfermare Zaccheroni, mentre
Moratti ribadì che a decidere era per l'appunto il presidente da lui designato.
Tutti quanti però abbiamo avuto modo di comprendere chi in realtà fosse
l'artefice delle principali decisioni.
Innanzi tutto, possiamo renderci conto di come sia stata fatta una campagna
acquisti contro il tecnico che avrebbe dovuto proseguire in nome della
continuità, acquistando ad esempio un giocatore tipo Veron.
Probabilmente, oltre alle limitate disponibilità economiche, quanto accaduto,
potrebbe essere stato uno stratagemma per farlo dimettere candidamente,
ma due giorni più tardi, visto che l'autolicenziamento tardava ad arrivare,
qualcuno gli chiese apertamente di mettersi da parte.
Tuttavia Zaccheroni in un primo momento rifiutò, ma anche lui dovette
cedere dopo essersi reso conto che ad appoggiarlo era rimasto il solo
Facchetti e, per "salvare" da dimissioni certe l'unico dirigente che fino
a quel momento lo aveva sostenuto, decise di togliere il disturbo definitivamente.
A questo punto, l'ex campione interista (e preferiamo ricordarcelo come
tale) a nostro avviso avrebbe dovuto dimettersi, quale uomo da un'integra
moralità, invece, oltre a rimaner saldamente ancorato alla sua
poltrona, si calò ancor di più nella parte, come vedremo in seguito, perdendo
molta della stima che i tifosi nutrivano per lui.
Col "problema allenatore scomodo" ormai tramontato, infatti il presidente
stesso, a margine del c.d.a. ebbe la brillante idea di confermare l'arrivo
di Mancini alla guida della squadra.
Lodevole iniziativa per riportare un po' di entusiasmo, ma che purtroppo
si rivela un boomerang, in quanto la squadra di Roma, poche ore più tardi,
andò su tutte le furie, accusando l'Inter di comportamento scorretto poiché,
in quel momento (e anche mentre sto scrivendo) il tecnico risultava e
risulta ancora un loro tesserato, legato da un contratto pluriennale.
A nostro avviso, questo episodio dimostra una volta di più che il tanto
decantato stile morattiano in seno all'inter, di questi tempi sembra non
esistere più. (sempre che sia mai stato presente).
Moratti sta continuando a prenderci in giro, ripetendo sistematicamente
che il presidente non è lui ma Facchetti. In questo ha ragione, di diritto
è così, ma di fatto ciò che decide il presidente non conta nulla poiché
alla fine la decisione la prende comunque la proprietà, anche se ha delegato
al suo posto diversi uomini di fiducia.
Alla luce di quanto scritto finora, quello che chiediamo, è di mettere
fine allo scempio che si sta consumando sotto gli occhi dei tifosi!
Un saluto a Zaccheroni, onesto lavoratore e che, come i suoi predecessori,
ha subito l'onta della delegittimazione da parte di Moratti che come sempre
ha preferito i giocatori all'allenatore.
Federico - http://bastamoratti.altervista.org |